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La percezione del Presente

Il senso dell'adesso è alla base di tutta la nostra esperienza cosciente e della capacità decisionale (M. Wittman)

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Se il presente non avesse una durata non potremmo agire nel mondo. La percezione del presente corrisponde all’attimo in cui siamo coscienti, lo spazio in cui il nostro cervello percepisce ciò che stiamo vivendo in un “presente psicologico”. Tra la miriade di stimoli che ci arrivano a livello subconscio, il cervello sceglie con attenzione quelli che compongono l’adesso che percepiamo.

Ma quanto dura il presente?

I neuro scienziati e gli psicologi hanno sperimentato che dura in media 3 secondi. Noi viviamo il presente ma contemporaneamente sentiamo il tempo che scorre dal passato al futuro.

Come legare tra loro i momenti per generare il flusso del tempo?

Esiste una gerarchia di “adesso” dove ogni livello è la base del successivo e nell’insieme contribuiscono alla   percezione del fluire degli eventi. Ci sono due meccanismi attraverso i quali il cervello definisce il momento psicologico e struttura l’esperienza cosciente: uno è esplicito e consente di calcolare la durata di un evento e l’altro è implicito e serve a calcolare “l’adesso”.

Qual è la dimensione funzionale che opera all’interno della dimensione temporale che fa distinguere un evento dall’altro?

I sensi hanno un ruolo determinante. Il suono e la luce viaggiano a velocità diverse e raggiungono l’apparato sensoriale in modo diverso. L’udito distingue due suoni a distanza di  due millisecondi, mentre la vista ha bisogno di decine di millisecondi per distinguere due immagini diverse. Per distinguere quale evento è avvenuto prima di un altro, tra loro devono passare almeno 50 millisecondi. E’ dimostrato che il cervello ha la capacità di fare previsioni a livello subconscio in millisecondi.

Come fa il cervello a legare tanti stimoli separati in un unico evento psicologico in modo sensato?

Il cervello ha un meccanismo attivo con il quale regola il tempo e sa modificare i segnali per sincronizzarli (Wassenhove), come ad esempio nella lettura veloce. Il cervello sceglie ciò che gli è funzionale nell’attimo, per generare la percezione del “momento vissuto”, che dura dai due ai tre secondi. Questa capacità di rimescolare in pochi secondi gli stimoli percepiti, forma il “presente soggettivo” che ci permette di percepire in modo cosciente una serie di eventi complessi.

Cosa ci consente di percepire la durata del tempo?

Secondo Melcher il momento presente è un sorta di illusione basata sul passato e sulla previsione del futuro. E’ così che possiamo lavorare, correre, mangiare, scrivere, ecc. La percezione della continuità del tempo è data dalla somma di questi attimi e dura circa 30 secondi. Il collante che tiene insieme i momenti vissuti è la memoria di lavoro a beve termine, che trattiene una quantità limitata di informazioni per un periodo breve. Alla base della sensazione che siamo noi a vivere gli eventi c’è la presenza mentale, l’adesso dell’io (Wittman).

In alcune situazioni il cervello si espande e in altre si contrae a seconda di quello che succede accanto a noi. Se sovrastimiamo la durata di un evento, ricordiamo più dettagli (Melcher). L’elasticità del modo in cui percepiamo il tempo riflette l’elaborazione degli stimoli sensoriali.

Come controllare consapevolmente la nostra percezione del presente?

Se si è più consapevoli del presente, si vive più intensamente il momento e si memorizzano più dettagli.
La coscienza per Wittmann è come un filtro che concentra la nostra attenzione su alcune cose e ne esclude altre, sotto l’influenza della memoria e delle emozioni. Chi fa meditazione raggiunge più alte capacità di attenzione e di memoria di lavoro. Chi medita ha la sensazione che il tempo scorra più lentamente e di conseguenza che la vita si allunghi.  Anche un percorso di Coaching contribuisce ad avere più consapevolezza e a controllare la percezione del presente, a selezionare e focalizzare gli aspetti essenziali della nostra esistenza.

 

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