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“Da dodici fili ad un unico intreccio: Progetto Camelot”

L'esito sorprendente di un Master in Coaching

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La vita è un regalo quotidiano: quel venerdì poteva essere un qualsiasi venerdì di Novembre, invece è stato il momento esatto in cui si è posato un seme, un seme di dodici parti, che fino a quel momento non si conoscevano, come dodici fili che, in una danza complessa ed articolata, sono diventati un intreccio.

Dodici, non tredici o undici, dodici come i mesi dell’anno, come le ore del giorno, come i segni dello zodiaco, dodici come il numero dei meridiani principali in cui scorre l’energia vitale nel nostro corpo.

Sarà stata una casualità, un insieme di eventi fortunati, un disegno predefinito? Non lo sapremo mai, ma da questa unità è nato il progetto di cui in seguito vi parleremo.

I 12 futuri coach, quel famoso venerdì, si apprestavano ad elencare le loro personali aspettative…Ma chi tra loro si sarebbe aspettato tanto?

Certo, tutti sapevano che avrebbero dovuto superare esami, presentare tesine e anche un progetto; ma che terminato il Master avrebbero preso parte ad un progetto comune e si sarebbero sentiti quasi quotidianamente, chi se lo sarebbe aspettato?

Proprio in quell’aula, al civico 46 prima, e virtualmente in zoom dopo che le nostre vite intrecciandosi sono cambiate.

È lì che abbiamo fatto un viaggio interiore e abbiamo imparato a conoscerci e apprezzarci. Proprio come un coach, che durante le sessioni vede le risorse e le potenzialità del suo coachee, così noi abbiamo capito i punti di forza di ciascuno di noi e anche le nostre speranze, i nostri sogni.

Da ognuno dei colleghi del Master abbiamo appreso differenti caratteristiche personali e caratteriali, ci siamo confrontati con differenti competenze ed esperienze formative, con differenti ruoli sia in ambito professionale sia nella vita quotidiana e familiare.

Da ciascuno abbiamo preso uno spunto di miglioramento personale, rubato il consiglio di una lettura, appreso una competenza da utilizzare nella vita e nel coaching.

Ma da dove è arrivata l’idea del progetto comune e perché chiamarlo Camelot?

Nascosta tra noi, c’è una coach molto particolare, la prima a mettersi in gioco quel famoso venerdì, piena di idee e inventiva, è da lei che è partito tutto Ricordiamo ancora il momento in cui disse “ragazzi ma perché non partire con un progetto insieme?”

Così Camelot è diventato uno spazio comune, in cui condividere la nostra crescita personale e professionale come coach, è diventato un luogo di scambio e di confronto: un blog online che ci permette quotidianamente di approfondire tematiche attinenti al coaching ed alla crescita personale.

Come nella Camelot della letteratura fiabesca ci ritroviamo regolarmente alla nostra tavola rotonda per approfondire spunti e condividere diversi punti di vista, per un continuo miglioramento reciproco.

Se tutto questo è stato possibile è anche dovuto al fatto che ad innaffiare i dodici semi di cui parlavamo all’inizio, c’è stata una persona competente, preparata, accogliente, attenta, che ci ha dato fiducia affinché potessimo dare il meglio di noi, la nostra “Maestra” così ci piace chiamarla. Lei ha visto delle querce dove c’erano dodici ghiande.

Non a caso il Progetto Camelot è stato da noi rappresentato (come si vede nel nostro sito e nella nostra pagina IG) da un seme di ghianda che con determinazione rompe il legno e si fa strada per veder sbocciare una giovane foglia di quercia. Questa immagine rappresenta il nostro inizio come 12 parti che con determinazione decidono di dare il loro contributo nel voler esser parte di un’unica missione: diffondere la nobile cultura del coaching vedendoci crescere insieme come coach.

Gruppo Milano 2019-2020 – Advanced Coach Academy – Life Coach Italy 

www.pcamelot.wordpress.com   – Instagram progetto_camelot

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