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Come usare in azienda detti popolari, aforismi e frasi celebri?

La saggezza popolare nel contesto aziendale Sono un’ appassionata di detti popolari, espressione di esperienza, di vissuti antichi e comuni, di storie vissute da molti. Ma la saggezza popolare ha una sua valenza anche in un contesto aziendale? Può costituire una sorta di guida manageriale costruita su esperienze del passato ? Riflettiamo insieme. Chi fa da sé fa per tre Se fosse sempre vero, la figura manageriale non avrebbe alcun senso in un’azienda. Ognuno farebbe il suo lavoro, per sé, e varrebbe come il lavoro di tre persone. Sappiamo invece che un manager che non delega, si comporta come un produttore , che con un’ ora del suo impegno personale produce un’ unità di risultato. Un manager che dedica un’ora del suo impegno a gestire una delega efficace, può invece produrre in quell’ ora 10, 100 o 1000 unità di risultato. La capacità di delega è infatti una vera e propria competenza che genera efficacia manageriale , e che smentisce il detto citato. Ma è così semplice delegare ? No. Presuppone il possesso di altre capacità quali, ad esempio, la capacità di mantenere il controllo senza essere necessariamente presente e consapevole di ogni dettaglio, o la capacità di sviluppare nei collaboratori ciò che necessita per poterli poi delegare. Parla poco, ascolta assai, che giammai non fallirai La saggezza popolare stavolta sembra essere valida anche in ambito aziendale se interpretiamo il “poco” come comunicazione diretta ed efficace, e l’ ”assai” come ascolto attivo, con tutti i sensi, a tutto tondo. La sinergia tra le competenze di comunicazione diretta e ascolto attivo permettono a chi le possiede di costruire rapporti interpersonali di grande fiducia e collaborazione, e di generare un clima di condivisione e di libertà propositiva. Chi semina foglie – frutta non raccoglie Non c’è dubbio. Ma se chi semina foglie non ne è consapevole, e continua a seminare foglie, non raccoglierà mai frutta. In un azienda, cosa potrebbe aiutare quella persona, quel collaboratore che pure dedica tempo, attenzione ed impegno al suo lavoro a produrre i risultati che desidera, o che l’azienda si attende da lui ? Un buon feedback ! E quando dico buono intendo un feedback , orientato allo sviluppo della persona, non giudicante, oggettivo, basato sui fatti e che permetta di vedere ciò che la persona non vede, al fine di migliorare performance e risultati. La parola feedback è spesso usata e a volte abusata, ma non sempre sappiamo che per avere valore, per esprimere la straordinaria potenza che gli appartiene, il feedback va offerto solo dopo averne maturato la relativa competenza. La capacità di feedback non si improvvisa: l’improvvisazione genera effetti opposti a quelli desiderati e genera reazioni anziché potenziamento. Portan le liti danni infiniti Credo che in qualunque contesto siamo, anche questo detto sia incontestabile. Nessuno esce con un bilancio positivo da una lite : o ne è compromesso l’aspetto patrimoniale, o quello relazionale o quello emotivo. Le liti ed i conflitti che siano espressi o meno, che siano interpersonali o nei confronti di decisioni aziendali o dell’azienda stessa portano danni, malumori, resistenze, immobilità, barriere e chiusure. Un manager dotato di capacità di gestione dei conflitti possiede una “marcia in più” che gli permetterà di affrontare anche le situazioni più critiche e più complesse nelle quali si manifestano conflitti di ogni genere. Questa è una delle competenze più complesse. Possiamo dire che capacità di delega, di ascolto e comunicazione, di feedback e di gestione dei conflitti costituiscono un kit essenziale di competenze nell’ambito del people management. Come acquisirle o svilupparle ? Attraverso formazione, impegno ed allenamento sul campo : “Dio le noci ci ha date – ma non bell’ e sgusciate“

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