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Oltre il manager, la persona.

Business Coaching: Un Viaggio verso la Consapevolezza

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È strategia. È business. È ciò che è necessario fare, non servono troppi giri di parole. È questione di obiettivi. Dipende dal budget. È un fattore gerarchico. È la fase che l’organizzazione sta attraversando. Non c’entra la persona, è un fatto di numeri. È un costo troppo alto. È una decisione che arriva dall’alto. Non dipende da me. I bisogni dell’azienda vengono prima. Devo farlo. Qui, funziona così.

Potrei scrivere righe e righe di esempi di frasi di questo genere; quelle che nei processi di coaching emergono sin dai primi colloqui e che divengono metafore limpide e chiare di dove si percepisce la responsabilità nella propria narrazione. Eppure, qualcosa in me, che sono dall’altra parte, nel luogo dell’ascolto, ad un certo punto succede. Qualcosa si inceppa. Lo confesso. Dopo tanti anni di professione, accade ancora e ancora.

L’Importanza dell’Ascolto Profondo

Qualcosa dentro me risuona in modo potente e imperfetto, con una voce decisa, che mi sollecita e mi ricorda: “fermati. Ascolta ciò che il tuo cliente non dice; guarda come lo fa, mentre lo fa e impara la sua lingua. Soffermati nei suoi silenzi, scopri la strada che ha percorso, cosa l’ha condotto lì e concediti la possibilità di meravigliarti di dove desidererebbe arrivare.” E così accade, in quasi ogni percorso che incontro, di avvicinarmi a scoperte esclusive.

Scoprire l’Essere Umano

Incontro l’uomo, la donna, la persona. Vengo da loro autorizzata a scoprire l’essere umano che sono. Incontro valori personali. Emozioni. Storie ed esperienze private. Incontro significati. Anche il percorso di sviluppo che è professionale, di solito, acquista un senso diverso. Diviene evidente ad entrambi. Nasce quel senso di scelta responsabile che si attiva realmente solo quando si è impegnato a scovare ea scavare nei propri perché di sostanza e senso.

Evoluzione del Linguaggio e delle Percezioni

In questa fase del processo di coaching, di solito, le frasi che ho esposto nel mio incipit svaniscono. La percezione del proprio racconto cambia. Non cambiano magari le scelte finali, ma cambiano i perché e il modo di gestirle; termini come strategia, budget, obiettivi permangono ma acquistano un sapore meno freddo, distante, impersonale. Si incontrano con storie di fatiche, di rinunce, di rumore, di impegno, di profonda solitudine a volte, di costi e di coraggio, di paura e di desiderio che ogni manager che decide di divenire per me genuina scoperta, mi insegna.

Gratitudine e Riflessione

Forse è la riconoscenza che mi spinge a scrivere questo articolo. È la gratitudine verso ognuno di loro che, senza saperlo, mi ha dato profondi spunti di riflessione rispetto al concetto di risorse e capacità intrinseche presenti in ognuno di noi. Esperire attraverso la pratica diretta e l’osservazione, mi ha permesso di integrare verità teoriche che altrimenti solo con la fede intellettuale avrei potuto acquisire.

Fiducia nel Processo del Coaching

Oggi tale quieta e al contempo trasformativa consapevolezza mi permette di accompagnare ogni percorso di crescita e di cambiamento che incontro, sia esso professionale o personale, con ineguagliabile fiducia e rispetto nelle risorse altrui. Mi allontana dalla trappola della fretta del risultato, dell’urgenza, del giudizio rigido, del dovere ad ogni costo permettendomi di divenire un professionista che invece sceglie di aprirsi all’altro in un’ottica di ascolto più profondo, graduale, privilegiato, nutrendo oggi più che mai fiducia profonda nel processo dell’altro, direi.

Risultati Straordinari

La sorpresa che oggi mi coglie impreparata è che è proprio tale approccio, però, più lento e diametralmente polarizzato rispetto ai bisogni talvolta espressi in superficie, che sta creando risultati straordinari nelle relazioni con i miei clienti, siano essi protagonisti di percorsi di coaching che no.

Relazioni Autentiche

Che si sia manager, figli, padri, madri, colleghi, amici, compagni, nipoti, fratelli, amanti, mariti o mogli, penso che quel ruolo sia la possibilità di ognuno per costruire la relazione con l’altro da persona a persona, termine spesso utilizzato da Carl Rogers per sottolineare la valenza dell’ essere autentici e genuini nell’incontro con l’altro; mi accorgo poi, che osservarci nel come costruiamo la relazione con l’altro ci dà anche la possibilità di meglio comprendere come costruiamo e gestiamo la relazione con noi stessi; ad oggi, la mia esperienza mi sta insegnando che quando quest’ ultima è basata su minor giudizio e maggiore ascolto, può regalare terreni di scoperta inestimabili dentro e al di fuori di sé.

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