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Buon viaggio

La differenza tra la fermata e la sosta è chiara nel linguaggio stradale: l’una ci permette di trattenerci per qualche istante, giusto il tempo necessario e a motore acceso, per sopperire al bisogno del momento; l’altra invece, può significare spegnere il  motore e riaccenderlo dopo varie ore, a volte giorni; la sosta soddisfa solitamente bisogni più significativi, che richiedono maggior tempo e  specifiche necessità.

Spesso, in un percorso di coaching, questo rappresenta il punto focale.

Indagare il valore e la differenza che  i nostri segnali  emotivi ci indicano, permette di identificare in modo chiaro quale direzione vogliamo imprimere alla nostra marcia e quali sono le azioni necessarie da intraprendere perché ciò avvenga.

Ci sono fermate e fermate; quelle per recuperare energia, quelle per focalizzare le scelte, quelle per ascoltare il valore del feedback, quelle per calibrare i tempi di azione.

Così come ci sono soste. Talvolta sono soste brevi, fatte di analisi che richiedono approfondimento e tempo per comprendere . Altre volte sono  soste più prolungate, che talvolta danno la possibilità di riprendere la marcia solo a determinazione di piani di azione futuri, fatti di trasformazioni profonde e strategiche.

Il coaching ha utilità ed efficacia in ambo le possibilità dal momento che rappresenta uno strumento strategico di sviluppo, capace di creare domande  ma soprattutto risposte concrete alle proprie verità.

Come capire quando è arrivato il momento di procedere in una direzione piuttosto che nell’altra?

Come muoversi se ci sentiamo impantanati in una territorio che ha generato in noi una sosta che perdura da troppo tempo?

La risposta è una: leggendo, ascoltando, osservando e immaginandoci i segnali che vediamo davanti a noi.

Se chiudi gli occhi e immagini di essere nel “tuo” percorso, qualunque  esso sia, cosa vedi di fronte a te?

E se vi fossero dei segnali ad indicarti la direzione da prendere, quali sarebbero? Cosa ti direbbero? Dove ti condurrebbero? A cosa ti suggerirebbero di prestare attenzione?

Immagina la tua strada; immagina la tua  sosta o la tua breve fermata utile a decidere la tua direzione futura o il recupero delle tue energie; quando senti che è il momento, visualizza i dettagli del paesaggio intorno a te ed inserisci quei segnali per te significativi ed utili che tracceranno il percorso.

Fai in modo che quei segnali siano elementi sostanziali del tuo viaggio. Rispetta gli stop, la precedenza quando parli di priorità, il segnale di pericolo o quello di scivolamento; può essere che in alcuni punti del tuo percorso avrai indicato – o previsto- la caduta massi: previeni .

La mappa non è il territorio, per questa ragione è necessario che la tua visione includa degli indicatori e dei facilitatori di processo: il valore dell’ascolto e del saper inserire, in via preventiva, il valore di tali indicatori  prende il nome di proattività.

Poi…Goditi il viaggio, e lascia che l’aria fresca della scoperta pervada i tuoi sensi.

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