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Se ci sentiamo impreparati ad una scelta complessa

Di Laura Danza | 09.02.2018

L’evidenza sociale di un comportamento, può spingerci ad agire nello stesso modo. Ma noi, non stanchiamoci mai di porci domande.

La storia ci racconta che gli indiani d’America cacciavano i bisonti spingendoli, nella loro corsa, verso i burroni. I primi erano sospinti da quelli che erano dietro, mentre gli altri seguivano senza esitazione quelli che erano davanti. Questo è un esempio che ci spiega molti dei fenomeni collettivi poco razionali che colpiscono anche il genere umano e che agiscono in base al principio della Riprova Sociale, ovvero “ Le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone. È il fenomeno psicologico-sociale alla base della diffusione delle "mode".

Accade che la nostra mente, in alcuni momenti particolarmente complessi, per attuare delle scelte, utilizzi scorciatoie di pensiero in quanto non è in grado di analizzare tutti gli elementi della complessa realtà che ci circonda. Come ad esempio può accadere in questo periodo dove il paese è chiamato a comprendere e quindi scegliere, una guida politica che ci dia un migliore assetto.

Nell’esempio specifico della “riprova sociale”, si può riscontrare la tendenza a ritenere adeguata un’azione, perché viene effettuata dagli altri. E cioè, l’evidenza sociale di un comportamento, può spingerci ad agire nello stesso modo.

C’è in questa tendenza una valenza positiva, infatti in molte occasioni il funzionamento di questo principio, può aiutarci ad affrontare problemi già risolti da altri evitandoci un dispendio di energie e di risorse. In campo scientifico è stato usato con ottimi risultati per eliminare diverse forme di fobia, quindi come spesso accade uno strumento è solo uno strumento, la differenza risiede nell’utilizzo che ne viene fatto e con quale obiettivo finale… ci sono dei casi infatti in cui questo fenomeno, può essere un’arma pericolosa per noi stessi e per gli altri, soprattutto quando, l’incertezza di determinate situazioni, la poca conoscenza delle stesse ci spinge a guardarci intorno e ad adeguarci a comportamenti magari sbagliati, pertanto se una situazione è manipolata ad arte per sfruttare i comportamenti umani rischiamo di ritrovarci in conseguenze spiacevoli.

Tutti noi riceviamo dall’esterno degli input, che ci piaccia o no e se le asserzioni sono sostenute da una figura di riferimento che riteniamo sia in rilievo, reale o presunto, rispetto allo scenario generale, accresce la loro valenza persuasoria. Quante volte abbiamo sentito dire “ma lo ha detto la tal persona!” questo accade anche con i media più diffusi, la frase “lo hanno detto alla televisione” l’abbiamo pronunciata tutti.

La buona notizia è che possiamo fare qualcosa per evitare che ciò accada. E anche in questo caso possiamo utilizzare strumenti propri del Coaching. Ad esempio quando la manipolazione o falsificazione è plateale, possiamo attivare un livello di vigilanza e per farlo basta porsi delle domande, cercare approfondimenti per definire le nostre risposte e valutarne la coerenza rispetto a ciò che per noi è importante. Nel caso in cui non vi sia tale evidenza, e l’incertezza ci frena nell’ agire, è molto utile guardarsi intorno per osservare attentamente i fatti in modo oggettivo, scevri da forme di preconcetto, come se fossimo un elemento terzo, esterno, attivando così una modalità che ci permetta di non perdere la sintonia con fattori concreti e per non adeguarsi a fattori fuorvianti.

Credo che tutti noi, siamo tesi verso un progredire dell’ autonomia nelle nostre scelte, verso una consapevolezza reale, e che nessuno abbia la minima voglia di far la fine dei bisonti!

Non stanchiamoci mai di porci domande, di fare connessioni tra esperienze diverse, di osservare continuamente, perché la vita in realtà ci spiega tutto.

Una delle mie personali frasi guida è “Apprendere per tutta la vita, dalla vita stessa". ( R. Steiner)