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L'errore come motore

Di Ambrogio Scognamiglio | 24.10.2016

Si può sbagliare! Si deve sbagliare!

Chi sbaglia paga e i cocci sono suoi.
E se invece chi sbaglia, guadagna?
E i cocci, invece di essere pezzetti senza forma, diventassero mattoni squadrati e rigidi sui quali poter costruire ciò che si desidera?

Sin dalla prima infanzia, ci viene inculcata la demonizzazione dell’ Errore.
Il celebre “T-errore”: il Terrore dell’ Errore!
La paura di sbagliare ci attanaglia sin da piccoli, ci immobilizza, stringiamo le chiappe ogni volta che sappiamo di aver sbagliato pensando immediatamente alle conseguenze “catastrofiche” che ne deriveranno.

Sveglia!

Si può sbagliare! Si DEVE sbagliare!

Soltanto attraverso un sano Errore, ci si rende consapevoli di cosa non ha funzionato, di cosa bisogna aggiungere o togliere per spingere il nostro Motore al massimo dei suoi giri.
Ci si sposta dalle zone d’ ombra della propria esistenza, provando e riprovando, sbagliando, correggendosi, risbagliando, ricorreggendosi, a ciclo continuo, con coraggio, pazienza fino a trovare la quadratura del triangolo.
E’ anche vero che perseverare nello stesso errore provoca danni, quindi, siate originali, una volta risolto e corretto un errore, fatene un altro, diverso da quello precedente. Altrimenti si resta fermi ugualmente!
E allora chi crede di sbagliare spesso, o addirittura di essere sbagliato dalla punta dei piedi alla punta dei capelli (se ce li ha), pensi a tre cose:

1) Cristoforo Colombo sbagliò una rotta! Gli Americani ringraziano.
2) Fleming sbagliò nel dimenticare dei campioni di stafilococchi in laboratorio e nacque la penicillina! Milioni di famiglie ringraziano.
3) Tu puoi sbagliare e, da qualche parte, prima o poi, qualcuno ti ringrazierà.