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La complessa e meravigliosa arte di essere genitori, ma prima meglio fare la valigia!

Di Laura Danza | 17.10.2016

Quello di oggi con i figli è un viaggio, un’esplorazione nel nuovo mondo, da fare insieme

Siamo tutti genitori pieni di domande, nella complessa gestione di un figlio che cresce. Senz’altro il mestiere di genitore è sempre stato difficile, ma oggi lo è di più, molto di più. Sulla base di un costruito di fiducia e supporto, oggi c’è da aggiungere qualcosa di nuovo.

!l mondo è cambiato, la nostra vita, i mezzi di comunicazione dominanti, la tecnologia, la scuola, il quotidiano dei nostri ragazzi è molto diverso dal nostro, appartiene ad un attualità che probabilmente nemmeno noi conosciamo bene, all’interno della quale ci muoviamo ancora inesperti e goffi, e diversi possono essere gli aspetti che non girano come dovrebbero, come una chiave in una serratura che non sia la sua.

Qui è il nodo, noi non abbiamo certezze e pensiamo di doverle dare ai nostri figli, e se provassimo a pensare fuori dagli schemi? Chi lo dice che dobbiamo dare certezze precostituite, manuali d’uso? Accogliamo serenamente il concetto che il mondo sia cambiato e attrezziamoci per attraversarlo con loro. Forse quello di oggi con i figli è un viaggio, un’esplorazione nel nuovo mondo, da fare insieme. Dove l’adulto resta tale, ma aperto a nuove osservazioni, nuovi punti di vista, pronto ad essere allenatore del giovane. Anche qui ci viene in aiuto il metodo coaching, un percorso da fare insieme per far emergere delle competenze che meravigliosamente possono essere utilizzate per crescere con i nostri figli.

Possiamo farlo, senza dare nulla per scontato, come fosse una nuova persona da scoprire. Qual è la reale identità di mio figlio? Non è il figlio che si deve adeguare ad uno standard rispetto al quale o sei dentro o sei fuori o sei intelligente o sei stupido. Spesso, i cosiddetti bravi, hanno solo caratteristiche uguali a quelle socialmente riconosciute e classificate, ma i giovani non possono essere classificati ed etichettati come marmellate! I giovani, sono come gli elementi in natura, puoi mai imbottigliare il vento, legare le ali ad un uccello, negare il corso all’acqua? Loro sono ricchi di forze interiori in divenire, sono fiume e vento, esplorazione della vita. Bisogna comprenderne la loro caratteristica principale ed accompagnarli nella piena realizzazione del loro sè.

Non devono somigliarci, accontentare i nostri bisogni mancati, fare ciò che noi non abbiamo potuto fare. Il genitore non possiede il figlio, il genitore è un allenatore, un compagno di viaggio, osserva il figlio ed insieme a lui osserva la vita, spesso rileggendola con nuovi occhi lui stesso. Il rapporto genitore figlio è un’occasione evolutiva d’oro, unica, per tutti e due.

Occorre apportare un cambiamento, prepariamo…una valigia!

Sottoponiamo ad analisi critica tutto ciò che conosciamo, osserviamo senza giudizio la realtà circostante, ed immaginiamo di dover preparare una valigia. Cosa ci portiamo? Prima mettiamo quei valori che riconosciamo giusti ed etici da portare con noi dal passato della nostra adolescenza, poi facciamo delle sacchette colorate dove mettere quelle cose che non erano del tutto sbagliate ma nemmeno ripercorribili oggi e metterle nella valigia immaginando di rielaborarle, aggiustarle, unirle insieme per usarle ancora, poi aggiungiamo qualche piccolo strumento per il benessere interiore quotidiano e lasciamo dello spazio vuoto per tutti i nuovi contenuti, strumenti, che acquisteremo lungo il viaggio che compiremo nella vita insieme a queste gemme preziose e fantastiche che sono i figli che ci è dato di accompagnare al molo della vita.