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Noi siamo la nostra vita, siamo le nostre scelte.

Di Laura Danza | 06.09.2016

Entrare in sintonia emozionale è la chiave d’ingresso

La conoscenza delle nostre emozioni è la capacità di riconoscere un sentimento nel momento in cui esso si presenta. Il riconoscerlo in noi ci permette di mantenere un governo emotivo, riconoscerlo nell’altro, una migliore e più proficua comunicazione interpersonale.
La serena padronanza del nostro mondo emotivo, che va conosciuto e non rifiutato, ci porta ad una importante soglia evolutiva: la possibilità di riconoscere gli affetti dell’altro come diversi dai nostri. Se riconosciamo e accogliamo questa differenza, li faremo nostri, e sarà grande la nostra comprensione dei fatti e degli altri. In ogni tipo di relazione, e nella nostra capacità di essere umani, l’interesse per l’altro è l’origine, entrare in sintonia emozionale è la chiave d’ingresso. Questa è la premessa fondamentale per una sana gestione delle relazioni interpersonali. Sostiene Goleman che “l’incapacità di registrare i sentimenti altrui è considerata come un gravissimo deficit dell’intelligenza emotiva” ( Cit. Intelligenza emotiva. 1996)

I nostri sensi, tutti, raccolgono una quantità notevole di dati ogni secondo, ma solo una minima parte di queste informazioni viene elaborata in modo consapevole. L’osservazione dei sentimenti e delle emozioni consente un ampliamento della nostra percezione dell’altro e della realtà a cui siamo chiamati a confrontarci, sin nel più piccolo dettaglio quotidiano.
Cogliere questa opportunità di comprensione dell’altro, è uno strumento valido a tutto tondo. Non serve cercare di migliorare la nostra comunicazione sul lavoro operando su “modi di dire” o su “azioni vincenti” prêt-à-porter, oppure concentrandosi solo su quanto ci accade sul privato. Noi siamo sempre noi. A seconda del momento della giornata, decliniamo in azioni, risposte o scelte, sempre la nostra identità. Che è una. Abbiamo un Io che, memore di tutta la nostra storia evolutiva, ci accompagna nel mondo. E non è possibile pensare di crescere solo sul lavoro e non nella propria vita intima o viceversa.
Noi siamo la nostra vita, siamo le nostre scelte. Sia sul lavoro che in famiglia, stiamo tessendo la nostra individuale evoluzione, la nostra storia.