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E se tutto fosse un puzzle?

Di Giuditta Tanzarella | 19.02.2016

Ci è stato concesso un enorme dono alla nascita : la capacità infinita di poter sempre scegliere a chi e a cosa "legarci"

Impariamo sin dai primi giochi d’infanzia a costruire : la lego, la pista del trenino, la casa di barbie , la sorpresa all’interno dell’ovetto di cioccolata e chissà quante altre cose.
Ripensandoci, sin da piccoli siamo maggiormente attratti da tutto ciò che richiede tempo, costanza e dedizione che non da quel gioco istantaneo e facile, che ci viene dato senza alcuna necessita di coinvolgimento attivo nella sua esplicitazione.
Siamo spesso attratti dai giochi di squadra, o da quei giochi di società in cui comunque il fine principale
E’ quello di arrivare al risultato ambito: la vincita attraverso la costituzione della strategia più intelligente.

E quando solitamente si è più soddisfatti del risultato?

Tendenzialmente , quando si è ottenuto il risultato per cui la strategia messa in campo ha pagato, o quando i propri sforzi hanno trovato la giusta ricompensa.
Quando cioè tutto il costrutto alla spalle ha valso la fatica del gioco stesso e ci ha resi pienamente gratificati.

Pensiamo ad un bambino: costruisce il castello di sabbia più articolato di tutto il litorale, spende tutto il suo tempo e impegno a costruirne il fossato più profondo che esista e poi di colpo, si gira e con un calcio demolisce tutto.
Perché ?
Perché è lui il primo ad insegnarci che la magia non sta solo nell’ottenere un risultato, ma soprattutto nel godere di quel tempo destinato alla costruzione di quel risultato ,in modo completamente coinvolgente e attivo dando pieno valore al momento della creazione.

Siamo composti e determinati da molteplici aspetti nel nostro vivere quotidiano: il tempo che dedichiamo al nostro lavoro, alla nostra famiglia, agli amici, alle nostre passioni e il tempo che destiniamo a risolvere problemi, talvolta.

Il nostro essere negli anni, affronta sfide importanti e a volte subisce ferite profonde derivanti da ragioni diverse.
Costruiamo relazioni ogni giorno - che siano professionali o meno- e viviamo costantemente ruotando su di esse.

Non esiste vita che non sia basata sulle relazioni e nella maggior parte dei casi è proprio la qualità di queste ultime che fa estrema differenza nei nostri giorni.
Pensiamo ad un eremita e pensiamo in maniera del tutto contrapposta ad un uomo qualunque che vive i nostri tempi.

Cosa li accomuna ? Il valore attribuito alle relazioni.

Il primo ,probabilmente, per giungere alla scelta estrema di isolamento avrà alle sue spalle un percorso singolare, fatto di riflessioni profonde che lo avranno condotto alla scelta della solitudine.
Cosi come l’uomo di “tante parole” avrà alle spalle un suo percorso singolare che lo avrà legato estremamente alla volontà di vivere integrato all’interno della società.
In ambo i casi, il valore del relazionarsi ha attinto alla primaria necessita di soddisfare i propri bisogni, le proprie aspirazioni e le proprie motivazioni.

Riflettiamo qualche istante e facciamo una panoramica della nostra vita: quante relazioni hai attorno a te? Quali ti appagano? Quali sono un valido contributo ai tuoi giorni e quali lo sono meno?
In tal senso immaginiamo di costruire un puzzle, tornando bambini per qualche istante.

Ogni pezzo ha un nome, è una persona parte del nostro quotidiano.
Ogni individuo, ogni relazione, ha una sua collocazione nella nostra vita e quella collocazione può essere solo una, non può essere altra : o quella persona (quel “ pezzo di puzzle”) è perfettamente calzante con uno dei nostri o non si incastrerà mai in modo naturale e volontario.

Scegliamo con cura tra i vari milioni di pezzi quelli che si agganciano perfettamente ai nostri , perché solo attraverso questa scelta attenta, questa valutazione minuziosa e paziente si creerà il capolavoro finale fatto da un paesaggio composto da pezzi unici e legati tra loro, perfettamente uniti e in comunione con l’altro.

Ci è stato concesso un enorme dono alla nascita : la capacità infinita di poter sempre scegliere a chi e a cosa legarci.

Legarci, si…. Perché di questo stiamo parlando; del valore dei legami e delle relazioni.

Parliamo di quei pezzi di un puzzle che si scelgono tra loro per costruire un qualcosa di più grande e con un obiettivo preciso: dare senso e continuità alla nostra opera.

Possiamo tutto: tenere tra le mani un pezzo, tentare in tutti i modi di farlo incastrare al nostro, ma se quel pezzo nella sua natura non è nato per unirsi in modo estremamente naturale a noi, dobbiamo avere il coraggio di posarlo e continuare la ricerca.

Potremmo stupirci di quello che potrebbe accadere in futuro.

Potrebbe accadere che dopo aver proseguito il nostro puzzle per anni ,avendo accoppiato tanti altri pezzi uno all’altro nel frattempo, nel momento più inaspettato ci ritroveremo con quel pezzo che a suo tempo non trovava collocazione e vederlo calzare a pieno nel nostro quadro.

Perché siamo fatti di questo: di fasi da vivere, di momenti da attraversare e superare, di emozioni da provare e da condizioni su cui, a volte, dobbiamo lavorare.

Ma non dimentichiamo mai…. Che l’opera sarà realizzata solo quando l’immagine finale che apparirà sarà la nostra , perfettamente costituita da tanti pezzi l’uno complementare e di sostegno all’altro.

Crediamo sino in fondo alla potenza delle nostre capacita, delle nostre risorse, delle nostre scelte, perché attraverso questa piena fiducia e accettazione di noi stessi saremo in grado di creare opere meravigliose, fatte di rapporti e relazioni autentiche, perfettamente calzanti alla vita che vogliamo per noi.