Utilizziamo i cookie per offrire i migliori servizi sul nostro sito. Cliccando OK accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni

L'importanza delle tue S e delle tue R

Di Giuditta Tanzarella | 13.07.2015

Affidiamoci all’ascolto più profondo delle emozioni e delle sensazioni che proviamo in quel preciso istante

A volte ci accadono eventi che ci travolgono, la cui intensità ci fortifica, la cui sorpresa ci esalta, che ci rimandano ad emozioni preziose, che ci trasportano in azioni impreviste e sbalorditive; altre volte eventi che ci piombano addosso non hanno peso, non risuonano in noi, assomigliano a quella pioggia fitta fitta che non inonda, che cura le piante per la sua costanza, ma che non fa scalpore, cade taciturna.
Nella nostra quotidianità, ci nutriamo di ambo le necessità: traiamo ossigeno da quegli eventi che ci travolgono, che ci fanno esondare con la loro sorprendente vitalità ed inaspettata forza, e recuperiamo sonno ristoratore grazie a quelli che, più rassicuranti e cauti, ci fanno sentire forti della nostra presunta capacità di controllo sulla vita.
Il giusto equilibrio tra le cose, tra il godere di tanto in tanto di avvenimenti "rinvigorenti ed energizzanti" e godere di situazioni rassicuranti e abitudinarie, dovrebbe essere la ricetta perfetta per un vivere soddisfacente.
Considerato ciò, spesso dimentichiamo che possiamo avere un ruolo attivo sugli eventi che ci accadono, così da garantirci un ideale grado di soddisfazione nella nostra vita.

Abbiamo uno strumento potente, forse addirittura determinante, che spesso dimentichiamo, che ha la capacità di direzionare ogni singolo istante verso ciò che noi desideriamo per noi stessi:

E’ L’ ATTENZIONE VERSO IL MOMENTO CHE STIAMO VIVENDO.

Allenarsi a vivere nel QUI e ORA è una precisa forma di sensibilità che, in età adulta, solo attraverso un’attenta educazione si riesce a sviluppare.
Siamo dotati di questa attitudine sin dalla nascita: osserviamo un bambino.
Lui vive solo nel qui ed ora.
È’ il nostro crescere, sono i nostri condizionamenti, i nostri ricordi, la nostra razionalità ad allontanarci da questa preziosa capacità di discernere ciò che ora è, da ciò che è stato o potrebbe essere domani.
Se nel nostro progredire riuscissimo a difendere a denti stretti la capacità di osservare il momento attuale come unico e possibilista, ogni nostra scelta godrebbe di quella singolare ed esaltante esperienza che vive nell’attimo preciso che intercorre tra gli STIMOLI che riceviamo dall’esterno e le RISPOSTE che ad essi destiniamo.

Qui, in questo esatto momento, tutto può essere: è l’istante in cui scegliamo di REAGIRE a qualcosa o di AGIRE verso qualcosa.
Tale dicotomica scelta è ciò che fa la differenza.
Reagire ci scaraventa fuori dalla nostra sfera di influenza: sono gli eventi che decidono su di noi; sono gli accadimenti che determinano i nostri stati d’animo, le nostre conseguenti decisioni.
Cosa diversa, invece, è imparare ad agire attraverso una sana analisi delle situazioni che ci circondano, verso la direzione che noi vogliamo perseguire:
Affidiamoci al nostro essere bambino: lui sa riconoscere in modo automatico le nostre volontà.

Anche di fronte al problema o alla situazione più gravosa che immaginiamo, non scavalchiamo il tempo presente preoccupandoci del domani o di ciò che è stato ieri, ma affidiamoci all’ascolto più profondo delle emozioni e delle sensazioni che proviamo in quel preciso istante: decideremo con l’essenza del nostro vero percepire.
Senza passato. Senza futuro.

Dal lato pratico: osserviamo la nostra ultima settimana e identifichiamo degli stimoli ricevuti (ad esempio, una decisione da prendere, una scelta da affrontare, etc...)
In rispetto a quella precisa situazione, abbiamo agito o abbiamo reagito?

Se le nostre sono state pressoché reazioni, anziché azioni volontarie e desiderate in risposta a quello stimolo, è giunto il momento di intervenire lavorando su di noi: possiamo porre maggior attenzione al momento in cui percepiamo che siamo di fronte alle nostre S ( stimoli) scegliendo le nostre R (risposte ).

Imparare a gestire questo prezioso spazio che intercorre tra le due cose, tra ciò che ci accade (le nostre S) e come noi decidiamo di affrontarlo (le nostre R) ci permetterà di sviluppare un nuovo approccio agli eventi, più autentico e orientato a soddisfare i nostri bisogni, difendendo ciò che più conta:
conservare e custodire gli occhi di un bambino nell’età più costruttiva e consapevole, così da guardare sempre in avanti, determinati a consumare ogni giorno a venire con lo sguardo carico di entusiasmo.