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Intervista a Rizzolatti: i neuroni specchio

Di Giovanna Giuffredi | 31.10.2013

Professore Ordinario di Fisiologia, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e dal 2011 nominato Professore Emerito all’Università di Parma, è stato Visiting Researcher all’Università Mc Master (Ontario) e Visiting Professor al Dept. of Anatomy della Università della Pennsylvania.
Il suo campo di ricerca è stato il sistema nervoso e negli ultimi anni il sistema dei neuroni specchio, che ha scoperto insieme ai suoi collaboratori negli anni ‘90.
E’ stato Presidente dell’European Brain Behavior Society e della Società Italiana di Neuroscienze. Per le sue scoperte ha ricevuto innumerevoli e prestigiosi riconoscimenti.
Nel 2011 il Corriere della Sera, in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, ha incluso le scoperte di Giacomo Rizzolatti tra le 10, prodotte dal genio degli scienziati italiani, da ricordare nella storia d’Italia. Recentemente è stato nominato membro della National Academy of Science of the United States of America.

Che cosa sono i neuroni specchio e perché sono considerati una delle maggiori scoperte del secolo passato, addirittura paragonati alla scoperta del DNA in biologia?
I neuroni specchio sono i mattoni su cui è stata costruita la cultura: dal punto di vista evolutivo, infatti, si è passati da un sistema a specchio, usato solo per capire le azioni, a un sistema a specchio che imita il movimento, in quanto ogni azione ha uno scopo.

Qual è il ruolo dei neuroni specchio nell’uomo?
Mentre le altre specie - anche quella umana - si sono evolute in maniera darwiniana, molto lentamente e con la selezione degli individui migliori, con l’invenzione della cultura abbiamo un’evoluzione lamarchiana, cioè le cose apprese vengono passate alle nuove generazioni. Mentre per Darwin quello che viene appreso non può essere passato alle altre generazioni, perché non entra nel genoma, o se entra lo fa in maniera minima (l’epigenetica) e con un processo lento - ci vogliono, infatti, milioni di anni. Invece, la nostra cultura è passata dall’età della pietra al volo sulla Luna in poche migliaia di anni.

Quali sono i risvolti pratici della scoperta dei neuroni specchio nelle diverse aree, dai rapporti sociali all’educazione, dall’empatia agli sviluppi in area business?
Quello che noi sosteniamo con fermezza è che possiamo capire le cose in molte maniere. Spesso dobbiamo usare i nostri processi logici. Se qualcuno entra adesso improvvisamente nella mia stanza e vedo che apre la porta con una gamba, io non ho una comprensione immediata del perché non usa la mano e quindi, in questo caso, devo essere un po’ come Sherlock Holmes e guardare; magari ha una mano paralizzata o semplicemente è uno strambo che fa queste cose. Quindi alcune cose le dobbiamo capire con i sistemi logici, infatti l’uomo ha un notevole bagaglio di queste capacità, molto legate al linguaggio.
Però c’è anche qualcosa di innato: se io vado in un bar e vedo che uno beve la birra, non sto a pensare “Ah, lui usa la mano, c’è una birra, quindi probabilmente...”. Lo capisco subito che vuole bere una birra.
Ecco, quindi, le due maniere: quella logica e quella molto più antica che ci serve nella vita di tutti i giorni. Esistono però dei casi su cui si è molto dibattuto, in cui questa capacità di vedere gli altri come se stessi manca, ad esempio alcune malattie, tra cui l’autismo.
Uno scienziato inglese, Baron Cohen, ha scritto recentemente un libro, Zero Degrees of Empathy, che cerca di spiegare anche certi fenomeni sociali e politici, tipo come mai i nazisti, che erano spesso persone colte, che amavano la musica, che amavano moltissimo gli animali (Hitler aveva cani, gatti, ha proibito la caccia), poi uccidevano gli uomini molto facilmente: perché non avevano empatia; per loro quello non era un essere umano, era una cosa.
Questo dal punto di vista politico; dal punto di vista psichiatrico, le persone narcisistiche come lui o border line, hanno un grosso deficit dell’empatia verso gli altri, cioè vivono in un mondo in cui esistono solo loro e gli altri sono quasi dei rompiscatole che non li adorano sufficientemente.

Di cosa ci parlerà nel suo intervento al Forum delle Eccellenze?
Nel Forum delle Eccellenze descriverò inizialmente gli argomenti di cui ho appena parlato e poi affronterò le implicazioni più sociali dell’esistenza dei neuroni specchio: c’è tutto un filone di ricerca di come migliorare le relazioni sociali dentro un ufficio, usando questa idea. Se uno urla, rispondere urlando non serve; se uno urla e tu gli sorridi e dici “Mi scusi”, il rapporto immediatamente migliora.
Il mio speech al Forum delle Eccellenze sarà quindi diviso in tre parti principali che tratteranno la comprensione delle azioni, delle intenzioni e delle emozioni degli altri, i segreti alla base dell’empatia e imitazione e rapport, cioé cosa c’è dietro la nostra capacità di entrare in relazione con gli altri.

Per informazioni sulla presenza di Giacomo Rizzolatti al Forum delle Eccellenze a Roma, scrivere a : corporate@performancestrategies.it