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Il Cinema Insegna: Il potere delle parole

Di Virginio De Maio | 20.05.2013



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Beh sono importanti le parole Eric hann Articolio un’influenza sulle cose, a forza di dire che è da “morire” finisce per esserlo e non c’è niente di peggio!

Questo non è soltanto un film. Masaru Emoto esiste davvero, di esperimenti come quelli di cui parla Philip ne sono stati fatti a centinaia, il riso a cui sono state rivolte parole di “odio” è marcito senza ombra di dubbio.

Eppure questo non basta a placare il nostro scetticismo. Le parole sono gli abiti dei nostri pensieri; è il modo di vestirli quando escono dalla nostra testa. Questi influiscono sulla realtà esterna anche se non ne conosciamo a fondo le ragioni. Oggi possiamo dire con una quasi certezza che ciò a cui pensiamo, si manifesta prima o poi nella nostra vita.

In questa scena tratta dal film “Piccole bugie tra amici” Philip ammonisce Eric invitandolo a fare attenzione. Modi di dire, espressioni a cui non diamo peso, metafore linguistiche possono rappresentare dei colpi letali al cuore dei nostri obiettivi, senza neppure rendercene conto.

Del resto è così; quando schiacciamo un interruttore si accende la luce. Ogni volta noi non diamo peso a quello che “non vediamo", a ciò che sta accadendo nelle tubazioni o da dove parte la sorgente dell’energia. Quello che sappiamo è che se pigiamo l’interruttore si accenderà la luce.

Quando questo non accade, probabilmente è dovuto a qualche guasto “invisibile” che non lo permette. Molto spesso i guasti “invisibili” nella nostra vita, sono i nostri modi di “pensare”, espressioni improprie cariche di emozioni negative. Infatti la parola (o meglio l’etichetta) con cui diamo significato ad una cosa, non è tanto importante quanto l’emozione che essa trasporta.

Hai mai sentito espressioni del tipo:

è una giungla! è una guerra! la concorrenza ci ammazza! tiriamo avanti la pelle! Quando pronunciamo parole simili lo facciamo con tutte le buone intenzioni, ovvero quelle di motivarci, di consolarci e molto più spesso, ahimè di leccare le ferite di entrambi, chi parla e chi ascolta.

Ma è utile sapere che il miracolo della “manifestazione” è in corso.

Quello del riso, è solo uno degli esperimenti di Masaru Emoto, più conosciuto per i suoi “messaggi dell’acqua”. Il liquido congelato in recipienti diversi tende a mostrare una struttura molecolare diversa rispetto alle parole che gli vengono rivolte. Le particelle a cui vengono rivolti pensieri di “odio e distruzione” ingialliscono e assumono forme irrilevanti, mentre quelle a cui vengono rivolti messaggi di “amore” esplodono in un trionfo di bellezza.

E’ difficile esprimere tale meraviglia e stupore. Dovremmo tutti riflettere sul potere delle parole; sia quelle rivolte a se stessi, sia quelle rivolte agli altri. Come la reazione dell’acqua, anche il nostro corpo ne subisce l’influenza.

Del resto cosa siamo noi, se non acqua per il 70 % della massa corporea?