Utilizziamo i cookie per offrire i migliori servizi sul nostro sito. Cliccando OK accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni

Noi e il tempo

Di Giuditta Tanzarella | 09.11.2015

Il fascino dei cicli della natura che in modo autonomo e costante anticipano i nostri umori, cambiano le nostre abitudini e spesso ci impongono delle condizioni.

Il vestiario cambia, il tempo libero spesso viene sfruttato in modo differente in base al clima, le serate con gli amici sono al chiuso, le gite con i bambini hanno destinazioni diverse e senza spesso farci caso, è la nostra quotidianità che cambia nelle piccole cose, si adegua silenziosamente ai dettami della natura e alle sue leggi.
L’imperativo comune a tutto è uno solo.
Siamo fatti di cicli: lo è la natura con le sue stagioni, lo siamo noi, con le fasi della nostra vita.
Banalmente lo è ogni cosa: addirittura un percorso di coaching.
Nasce con l’identificazione di un obiettivo da raggiungere, cresce con l’analisi più approfondita della realtà attuale affinchè possano essere chiari i passi da compiere, si evolve con il considerare le opzioni possibili per arrivare alla meta che abbiamo identificato e si completa attuando un effettivo piano di azione, pratico e tangibile, che ci regali l’onore del traguardo.
A livello energetico vale la stessa legge: un’azione, nel suo svolgimento, è congruente , in termini energetici, alle fasi del suo svolgimento (= il suo ciclo)
Tale ciclo avrà un’ inizio (la fase decisionale di effettuare quella data azione), la sua fase di attuazione
(lo svolgimento dell’azione) e una chiusura (ad azione completata) .
Il completamento o meno di tale ciclo produrrà a livello energetico risultati completamente differenti.
Avere più attività sospese – cicli sospesi- quali ad esempio pensieri, situazioni, problematiche irrisolte, ci preleverà energia in modo sostanzioso e se procrastineremo a lungo il permanere in situazioni sospese, rischieremo il default, alla lunga.
L’esatto opposto accadrà se invece cominciamo a gestire i nostri cicli sospesi :partendo dai più futili, da quelli che ci sembrano banali.
Anche il semplice “dover fare una telefonata” se non viene svolta e viene rimandata, crea lavoro per “gli impiegati della mente” che devono tenere nota dell’ -ancora da fare-.
Cerchiamo, in ciò che possiamo, di generare cicli più brevi possibili: Ideazione. Svolgimento. Chiusura.
In tal modo non sprecheremo energie preziose e vitali.
Tale atteggiamento ci permetterà di evitare sovraccarichi emotivi e fisici, cosi da destinare la riserva energetica a momenti di reale necessità.
Mettendo in atto questa strategia ci renderemo presto conto che possiamo iniziare a educare i nostri impegni giornalieri –dai più futili a quelli più significativi -gestendoli con un approccio funzionale, destinando loro un ciclo di vita più breve possibile.
Iniziamo dall’elencare gli impegni da affrontare nell’arco di una giornata, ad esempio.
Prendiamo un foglio bianco:
-in alto a sinistra scriverò le cose da fare URGENTI e IMPORTANTI.
-in alto a destra le cose da fare NON URGENTI ma IMPORTANTI.
-in basso a sinistra annoterò le cose da fare URGENTI ma NON IMPORTANTI.
-in basso a destra le cose da fare NON URGENTI e NON IMPORTANTI.
Osserviamo il risultato.
Se il quadrante in alto a sinistra sarà carico di impegni , ed il quadrante in basso a sinistra anche ( le cose urgenti ma non importanti = quelle che ci traggono in inganno molto spesso ) significherà che tutto il mio lavoro da svolgere avverrà a discapito dell’unico quadrante riservato al lavoro di “QUALITA’ ”, cioè quello in alto a destra.(cose importanti ma non urgenti).
Ciò significherà che la maggior parte dei miei impegni saranno scanditi dal metro di misura dell’ urgenza e non della qualità.
Riallacciandoci pertanto al concetto di energia profusa: quanta ne avanzeremo per dedicarci alla qualità del nostro operato se agiamo solo in margini di stress?
In ultimo, osserviamo il quadrante in basso sulla destra: è il quadrante dello “spreco”.
Dobbiamo far si che sia il più vuoto possibile.
Tale strumento di coaching ha il fine di renderci consapevoli di come gestiamo il nostro tempo e le nostre energie.
Ripensiamo al concetto di ciclo e ricordiamoci che ogni azione ha in se’ un suo vitale ciclo: spesso ha solo bisogno di essere valutata per l’effettivo indice di priorità/rilevanza che riveste in noi per essere poi “smaltita “ nel più breve tempo possibile partendo dal presupposto che, a volte, veniamo tratti in inganno da cose che ci sembrano urgenti ma non sono veramente importanti per noi.
Ricordiamoci: IDEAZIONE. SVOLGIMENTO.CHIUSURA.
Alba, giorno, notte.
Impariamo dalla natura :chiude il suo ciclo di lavoro, ogni giorno, senza lasciare nulla in sospeso.
Non si permette di ripresentarci lo stesso giorno due volte: MAI.

(Foto: Opera "L’Albero della vita" di Gustav Klimt)