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Il valore delle pause : lavorare sulla pazienza

Di Giovanna Giuffredi | 16.02.2015

Scoprire la magia della pausa, della riflessione e dell’ascolto attivo

Approfondimento del video pubblicato su JOB24, canale lavoro del Sole24ore.com


Manuela è una manager molto dinamica, grande sportiva, abituata a sfide e a gare. Nel suo team apprezzava le persone che rispondevano velocemente ai suoi ritmi e alle sue battute. Sopportava a fatica i tempi lenti dei collaboratori e dei processi gestionali. Stessa insofferenza la provava verso i capi. Non riusciva a trattenersi quando qualcosa non andava bene e reagiva in modo fin troppo diretto, a suo dire, con rabbia. Queste sue reazioni cominciavano a crearle dei problemi.

Il percorso di coaching ha riguardato vari aspetti.

1. La tendenza a giudicare.
Il primo step l’ha dedicato ad ascoltare le persone, sospendendo la sua naturale tendenza a giudicarle. Si è posta in un atteggiamento di apertura, rispecchiando il linguaggio dell’interlocutore, e ha cominciato a cogliere elementi di interesse e divertimento in questa nuova modalità.
il secondo step ha riguardato una frase che la mandava su tutte le furie "Non si può fare". Ora ha trovato un metodo per controllarsi. Prima un respiro profondo, e poi stimola la ricerca di nuove soluzioni, valorizzando in modo esplicito le persone, invitandole a mettersi in gioco per favorire la loro crescita, e l’indipendenza.

2. La gestione della rabbia.

Non l’ha più combattuta, ma l’ ha accolta come una forte energia e l’ha interrogata. La sua insofferenza nasceva dalla sensazione di perdere tempo e rallentare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In realtà si è resa conto che rallentando il passo calibrava meglio il lavoro di tutto il team e non c’era più bisogno di tornare indietro e rivedere dei passaggi, come capitava prima.
Davanti a situazioni conflittuali, ha imparato a mantenere un distacco emotivo. Anche in questo caso, ha smesso di opporsi a ciò che la contrariava, scoprendo il valore di accogliere le situazioni, senza respingerle, focalizzando le priorità ed esprimendo con assertività il proprio punto di vista.

Il suo antidoto è stato lavorare sulla pazienza. Ha scoperto la magia della pausa, della riflessione, dell’ascolto attivo, senza interferenza e, paradossalmente, si è resa conto che rallentando ii suoi tempi ottiene risultati migliori di prima e più velocemente, senza correre e con minore stress.